"Il 25 aprile è festa per tutti". Per ricordarlo i sindacati del commercio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno deciso di scioperare il 25 Aprile e 1° Maggio. Vogliono ribadire che le festività nazionali vanno rispettate. Sono un diritto uguale per tutti. Ma con la liberalizzazione voluta dal governo Monti (che lascia decidere ai negozi quando restare aperti) molte attività hanno deciso di aprire anche in questi giorni.
L’attacco dei sindacati è molto forte. Il commercio non è un servizio pubblico indispensabile come un ospedale. Tutti hanno diritto a trascorrere le festività civili e religiose con familiari e amici e non nei centri commerciali. Dilaga il consumismo-sostengono ancora i sindacati-e si invitano le persone a comprare ogni ora e giorno dell’anno. Inoltre le maggiori aperture non stanno risolvendo la crisi. Non c’è stato nessun incremento nè nelle vendite nè nell’occupazione. Le aziende costringono i lavoratori a pessime condizioni per orari e retribuzioni. La grande distribuzione infatti non riconosce più le maggiorazioni salariali previste per il weekend. Il conto delle liberalizzazioni è salato per tutti: negozi,dipendenti e consumatori.
La segretaria generale Cgil Patrizia Maestri invita a dimenticarsi almeno per un giorno di entrare nei negozi. "Il 25 Aprile - afferma la Maestri - ci fa fare i conti con un passato che alcuni vorrebbero negare. Ma la storia non può essere riscritta: è lì come monito e insegnamento, è lo strumento che ci fornisce la conoscenza, e con essa la consapevolezza, per scegliere quale strada intraprendere". La Maestri ricorda i giovani partigiani che 67 anni fa lottarono per la libertà contro il regime nazifascista e poi pensa ai giovani di oggi che sembrano senza futuro e che devono affrontare una nuova "Resistenza".
"Una nuova Liberazione. Un cammino irto di incognite. Una sopra a tutte: il lavoro. Perché senza lavoro non vi sono diritti, non vi è dignità, non vi è libertà - conclude la segretaria Cgil - Nessun cambiamento. Nessun futuro. Nessuna Resistenza.Ecco perché siamo ancora qui a ricordare il 25 aprile".