25 May 2012
Pagliari all’attacco: "Bernazzoli diceva sempre si a Vignali". Poi si scusa - IL VIDEO
25 May 2012
Pagliari e Bernazzoli
Parma è al centro delle attenzioni di tutti Italia. Per giorni, e ancora oggi, decine di giornalisti nazionali e non solo hanno scavato a fondo nel ballottaggio tra Federico Pizzarotti e Vincenzo Bernazzoli. 
Ieri sera "Piazza pulita" su La 7 ha dedicato un lungo servizio di Alessandro Sortino proprio a Parma e al fenomeno Grillo. 
 
Tra le varie interviste in città Sciortino parla anche con Giorgio Pagliari (minuto 18 circa), ex consigliere comunale del Pd che, quasi senza volerlo, ammette diversi cose importanti. Primo un attacco diretto a Vincenzo Bernazzoli: la provincia approvava tutto quello che faceva il Comune. 
"Tutte le varianti urbanistiche che noi abbiamo avversato in comune - dice testualmente Pagliari - la Provincia le ha sempre approvate. In consiglio comunale c’era una lotta continua su dei temi che poi venivano approvati a livello provinciale". Ma non solo Pagliari ricorda anche un dialogo con l’allora assessore all’urbanistica del Comune. "Quando discutevamo - ricorda - lui mi diceva che sarebbe andato a parlare con Bernazzoli che tanto quello che non posso risolvere con noi lo risolvo con lui". 
Insomma affermazioni pesanti. Ma ancora più eclatante è forse l’ammissione sul perché Pagliari non si è potuto candidare. Alla domanda diretta del giornalista l’ex consigliere comunale risponde inizia a spiegare, poi si accorge delle telecamere e chede: "Stiamo registrando?". La risposta è ovviamente si. "Allora... non lo possiamo dire, diventa una polemica. non la posso dire come è. se stiamo registrando non lo posso dire".
Insomma certamente le stoviglie all’interno del Pd stanno ancora volando e forse non sappiamo ancora tutto sulle scelte interne al partito.

LE SCUSE DI PAGLIARI
Caro Vincenzo,
mi scuso per le mie dichiarazioni passate ieri nel corso della trasmissione Piazza Pulita.
Mi rendo conto che le stesse hanno tradito le mie intenzioni, che erano quelle di sviluppare un ragionamento politico e non certamente di mettere in dubbio la Tua onestà e la Tua correttezza, così come la trasparenza nell’amministrare la cosa pubblica.
Peraltro, non ho mai inteso riferirmi a decisioni o rapporti, che non fossero giustificati sul piano istituzionale e che non rispondessero ad esigenze istituzionali.
Nei limiti in cui le mie parole possano aver lasciato intendere, contro la mia volontà, una critica di tipo personale sono parole, di cui faccio ammenda e di cui chiedo scusa.
Con i migliori saluti.

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