30 May 2012
Night e prostitute. Coinvolti vigili, carabinieri e poliziotti
30 May 2012
carabinieri
La conferenza stampa
Un sistema per sfruttare la prostituzione basato su un accordo. Da una parte diversi componenti delle forze dell’ordine che tenevano la bocca chiusa e avvertivano dei controlli, dall’alta i gestori dei locali che garantivano prestazioni sessuali gratis. E’ quanto ha scoperto la procura di Parma in collaborazione con i carabinieri. I risultati sono eclatanti: 70 indagati, 26 misure cautelari, sei persone portate in carcere e altre diciotto ai domiciliari. "Ma quello che fa più male - ha detto il procuratore capo Gerardo Laguardia - è che tra questi ci siano diversi componenti delle forze dell’ordine".
 
"MANCA SOLO LA FINANZA" - Basta scorrere l’elenco degli arrestati, infatti, per scoprire il numero due della squadra volanti di Parma Antonio Ciotta (finito in manette), l’ex isepttore della mobile Francesco Reda e l’agente di polizia municipale Di Maggio. Ma tra i settenta denunciati ce ne sono molti altri che fanno capo a tutte le forze dell’ordine: "Manca soltanto la Guardia di Finanza", si è limitato a dire il procuratore. 

IL SISTEMA ECONOMICO - La banda sgominata dall’operazione dei carabinieri aveva escogitato un sistema semplice ma allo stesso tempo efficace. Stando a quanto hanno scoperto gli inquirenti il sistema era in piedi dal 2006 quando due avvocati parmigiani - Antonio e Serena Di Michele - permettevano ai locali, tutti circoli privati, di avere la licenza di circolo sportivo dello Csen, ente riconosciuto dal Coni. Grazie a questo permesso ottenevano di poter pagare poche tasse ed aver riconosciuto particolari trattamenti fiscali. Entrambi i legali sono finiti ai domiciliari anche con l’accusa di estorsione perché per questi loro servizi si facevano pagare profumatamente e chi non stava al gioco veniva pesantemente minacciato.
 
IL RUOLO DELLE FORZE DELL’ORDINE - Ma non solo. Il sistema messo in piedi coinvolgeva anche diversi rappresentanti delle forze dell’ordine che garantivano la sicurezza dei locali annunciando eventuali controlli oppure sviando possibili indagini nei confronti dei gestori. "Prova ne è - ha detto il sostituto procuratore Licci che ha coordinato le indagini - che ci hanno provato anche in questa ultima indagine facendo false denunce". In questo contesto sono scattete le manette per Ciotta, Reda e Di Maggio. Per Ciotta, inoltre, c’è anche l’accusa di aver favorito la regolarizzazione delle ragazze dell’est che si prostituivano all’interno dei locali. 
 
GLI ARRESTATI- Sono sei le persone finite in manette: Antonio Ciotta, Giorgio Sani, Gaetano Villirillo, Pietro Gandolfo, Elton Kadrija. Altre 19 persone sono finite ai domiciliari e altre 44 sono state denunciate a piede libero. Fra i quali 8 persone appartenenti alle forze dell’ordine, compresi due agenti della polizia municipale e un carabiniere.

I LOCALI - Sette locali sono stati posti sotto sequestro: Diana Park, Quasar, Aeroflot 2, La castorina biricchina, Can Am, Bodegon e La Notte.