03 August 2012
"Il silenzio su chi nega la dignità e la libertà é ulteriore offesa": Maestri sull’aggressione omofoba
03 August 2012
bacio
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Patrizia Maestri
Ha sollevato l’indignazione di  molta parte della società civile e di una fetta confortante delle istituzioni, la notizia dell’aggressione omofoba subita da due adolescenti ( 16 e 17 anni rispettivamente) davanti al Teatro Regio. E alle prese di posizioni delle associazioni gay e lesbo (LEGGI) , e del nostro Assessore alle politiche sociali Laura Rossi (LEGGI) si aggiunge anche la posizione della Segretaria Generale della Camera del Lavoro di Parma, Patrizia Maestri.

Ecco il Comunicato: 
“Non si può che condannare il gesto omofobo che ha colpito nei giorni scorsi una giovane coppia gay che passeggiava davanti al Teatro Regio. Un’aggressione inaccettabile per una città e per un Paese che si definiscono civili e che merita tutto il biasimo possibile. Biasimo pubblico, perché il silenzio nei confronti di chi nega la dignità e la libertà altrui rappresenta un’ulteriore offesa, forse anche più subdola e pericolosa”.
Così si esprime Patrizia Maestri, segretaria generale della Cgil di Parma, a proposito dell’episodio che ha coinvolto sabato scorso i due ragazzi minorenni vittime di sputi e insulti da parte di un gruppo di coetanei che stazionava sui gradini del Teatro. E ricorda che la Cgil, insieme a Cisl e Uil di Parma, è impegnata da tempo per favorire una cultura della parità e del rispetto delle diversità all’interno dei luoghi di lavoro. Non a caso è in dirittura di arrivo la firma di un protocollo di intesa con l’Unione Parmense degli Industriali per rafforzare e ribadire l’impegno reciproco a favorire la parità di trattamento in azienda, sia per quanto concerne l’occupazione che le condizioni di lavoro e di carriera fra le persone, con specifico riferimento anche all’orientamento sessuale.
“Una discriminazione che finisce per essere alimentata dall’indifferenza e dalla paura di esporsi e che proprio per questo – conclude Patrizia Maestri – non deve mai passare sotto silenzio”.