17 August 2012
Muore ad Olbia un grande parmigiano, Giancarlo Broglia: donati gli organi
17 August 2012
Giancarlo Broglia
Non è sempre semplice raccontare ciò che accade.
E non lo è in questo particolare contesto, dovendo raccontare di un grande parmigiano: ci sono serviti un paio di giorni per riuscire ad affrontare l’argomento.
Giancarlo Broglia è deceduto a 63 nelle vicinanze di Olbia. Era universalmente noto come un lavoratore instancabile, ed una persona incantevole: con il figlio Andrea portava avanti da anni un panificio in Via Sacco, la Rabitti snc, dalle parti della Villetta ed appena dopo il circolo Filippelli, per intenderci.
Chi scrive non ricorda di averlo visto in panni diversi di quelli di fornaio o nonno, attività che svolgeva entrambe con passione.Anche se possono apparire frasi di rito, vista la circostanza, rimane vivo di dolore di un intero quartiere, con il quale Giancarlo aveva un rapporto cordiale ed affettuoso, e quello della nostra redazione, che ha visto in Giancarlo una delle migliori espressioni della silenziosa operosità e discreta capacità di amare che la parmigianità potesse offrire.
Un malore l’ha colto sulle coste galluresi, e quattro ore di intervento non hanno potuto evitarne il decesso, che è avvenuto nel reparto di rianimazione del Giovanni Paolo II di Olbia.
L’ultimo gesto che lo accompagna in questo viaggio terreno è stato assolutamente coerente con il resto della sua esistenza, essendo consistito nella donazione degli organi.
«L’intervento, eseguito da un’equipe del Brotzu con lo staff dell’ospedale di Olbia, ha avuto inizio all’1 del 15 agosto ed è andato avanti sin oltre le 5 – ci racconta Franco Pala, primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Olbia – la donazione degli organi è un gesto di grande generosità che i familiari dei pazienti compiono in un momento di grande dolore, per questo, da parte del personale e di tutta la Asl di Olbia, ringrazio i familiari del turista di Parma».
Una donazione che racconta qualcosa di lui, e della famiglia che ha creato: un buon viatico per uscire dal dolore che li ha colpiti e cui partecipiamo. Un abbraccio dalla Redazione di Parma Sera alla famiglia, ed in particolare al figlio Andrea.