"L'Unione europea e' determinata - nel quadro delle trattative in corso tra Ue e Canada in vista di un accordo commerciale economico - a raccogliere le sfide, serie, a cui sono confrontate le indicazioni geografiche europee sul mercato canadese, di cui e' un esempio il Prosciutto di Parma Dop". Lo afferma la Commissione europea interrogata dall'ANSA, commentando la decisione della Corte federale del Canada di non riconoscere più al Consorzio del Prosciutto di Parma la possibilità di bloccare la registrazione della propria immagine da parte di altre società. A questo si aggiunge il fatto che il nome 'Parma' e' da anni 'usurpato' da un marchio canadese regolarmente registrato nel Paese.
La Commissione europea precisa poi che "nel contesto delle trattative in corso, i negoziatori europei si impegnano a raggiungere risultati positivi e, tra l'altro, a trovare soluzioni soddisfacenti per affrontare la situazione delle indicazioni geografiche europee rispetto ai marchi già registrati sul mercato canadese".
Gli uffici della Commissione europea "sono stati informati e stanno seguendo il caso del Prosciutto di Parma Dop in Canada, ma per il momento - ricordano - non c'è un accordo tra Ue e Canada sulla protezione delle indicazioni geografiche alimentari".
La proprietà del marchio 'Parma' è attualmente della società canadese Maple Leaf Foods, la più grande industria alimentare del Paese, che non si accontenta più del nome, ma vuole anche il logo del prosciutto originale. Il contenzioso e' giunto davanti alla Corte federale a Ottawa che si è pronunciata sostenendo - precisano le fonti - che "effettivamente il Consorzio non può essere considerato secondo la legge canadese come un'autorità pubblica" e quindi perde il beneficio di godere della sezione 9 della legge sui marchi, che ha permesso fino ad oggi al Consorzio di bloccare la registrazione della propria immagine da parte di altri.
Un consigliere del Consorzio contattato dall'Ansa, ha ricordato che quanto avviene in Canada "è contrario alle regole all'Organizzazione mondiale per il commercio (Wto), dove vige il principio che tutti devono essere trattati sullo stesso piede di legalità. Il Consorzio farà opposizione". (ANSA)