“Cinquecento anni di storia bruciati in meno di un lustro”. Fotografa così la situazione di Banca Monte Parma Roberto Corradi, consigliere regionale e segretario provinciale della Lega Nord, parlando del “fallimento dell’ultimo istituto di credito locale, il cui crac è stato evitato solo con l’accorpamento ai torinesi di Banca Intesa”.
Il Carroccio alza il tiro iniziando dunque l’ultima settimana di campagna elettorale all’attacco: al centro del dibattito, come detto, la vicenda di Banca Monte e chi sapeva e non è intervenuto. O, primi tra tutti i vari Bernazzoli, Ubaldi e Buzzi, oggi candidati, quanti “anche se indirettamente, si son resi responsabili di questa situazione, avendo piazzato i rappresentanti di Comune e Provincia nel CdA di Banca e Fondazione”, come sottolineato da Andrea Zorandi.
“Indebitamento, investimenti poco chiari, operazioni economicamente controproducenti come quelle di erogare credito a Burani, Battistero, Arquati e alle partecipate del Comune - prosegue il candidato sindaco - fanno capire cos’era diventato l’istituto e ben prima della relazione della Banca d’Italia che purtroppo è arrivata tardi per salvare la baracca. La verità è che si son bruciati centinaia di milioni di euro, si è perduto patrimonio e ora, dopo aver snaturato il ruolo della banca che non finanzia più il microcredito e i piccoli risparmiatori locali, il rischio si chiama chiusura di filiali e perdita di posti di lavoro”.
Insomma, una situazione paradossale che vede responsabili diretti oltre a quelli indiretti di cui si è detto e su cui il Carroccio chiede a gran voce un’azione di responsabilità. Oltre, come rilevato dall’onorevole Fabio Rainieri, “una scelta decisa da parte dei cittadini-elettori che votando Lega Nord possono premiare chi non si è mai compromesso con questo sistema e rappresenta quindi l’unico vero rinnovamento per Parma”.
Prima della conferenza stampa Andrea Zorandi ha incontrato una delegazione della consulta provinciale dell’ordine dei geologi: ai professionisti che chiedono “un’opportuna pausa di riflessione dopo decenni di caratterizzati da un intenso sviluppo urbanistico che ha profondamente trasformato il territorio comunale indicando come centrale e prioritario il tema dell’impermeabilizzazione”, il candidato ha promesso al riguardo l’attenzione sua e quella del movimento.
CISL: I SILENZI DELLE POLITICA - "Dalla “svendita” della banca e dall’accordo di “salvataggio” dei lavoratori, nessuno ha più parlato di quello che è successo e di quanto ci hanno rimesso i cittadini di Parma. Ci abbiamo rimesso milioni di euro e una banca locale. E’ grave che nessuno ne voglia più parlare. E’ grave che le Istituzioni non abbiano detto più nulla. Un silenzio tombale su una vicenda di cui evidentemente sono in pochi a volersi far carico di perseguire le responsabilità.
Ma è proprio una lavoratrice che sceglie – con determinazione – di affrontare l’argomento; e la Fiba/Cisl, di nuovo, non vuole tacere di fronte a un atto di coraggio! Banca Monte è stata prima usata e successivamente svenduta. Vogliamo ricordare che Banca Monte era di proprietà dei cittadini, perché all’interno della Fondazione - che deteneva la maggioranza - stavano (e stanno) i rappresentati di Comune, Provincia, Camera di Commercio, Curie di Parma e Fidenza, Università, mondo del volontariato.
Questi Enti rappresentano tutti noi cittadini. Come Organizzazioni Sindacali abbiamo tentato in ogni modo di farci ascoltare da chi avrebbe potuto sostenerci. Se lo avessero fatto, magari la storia sarebbe finita in modo diverso. Abbiamo portato con noi il peso di una trattativa insostenibile, che aveva in sé il rischio di perdere numerosi posti di lavoro. Invece, con il solo sostegno dei lavoratori, abbiamo affrontato le difficoltà che ci venivano presentate. E’ solo grazie al sacrificio pesante di ogni singolo lavoratore che abbiamo potuto salvare molti posti di lavoro.
Ma purtroppo alcuni posti di lavoro sono andati perduti. Una parte di lavoratori ha dovuto dimettersi per entrare nel fondo di accompagnamento alla pensione. Mentre un gruppo di giovani non si è visto riconfermare il proprio contratto (dopo più di due anni di lavoro presso Banca Monte, fianco a fianco a tutti gli altri!). Vorremmo sapere, anche dagli altri candidati Sindaco, quale posizione hanno in merito; anche rispetto a una giusta ricerca delle responsabilità di quanto accaduto e dell’eventualità di “presentare il conto” a chi di dovere.
Purtroppo abbiamo dubbi sulla determinazione delle Istituzioni: ma perché in questo Paese, i danni che vengono causati devono sempre restare senza colpevoli e senza responsabilità? Perché ciò che ciascun privato cittadino cercherebbe di ottenere – il risarcimento del danno – non viene mai proposto dalle autorità pubbliche e dai “potenti” di turno? Crediamo sia opportuno guardare avanti, ma chi ripagherà la città e i suoi cittadini per il danno subito? Abbiamo perso l’ultima banca locale, baluardo del sostegno del tessuto economico della città.
Abbiamo subìto un danno enorme all’indotto, abbiamo comunque perso posti di lavoro e chi è rimasto ha lo stipendio ridotto. Ma soprattutto con un valore della banca crollato (all’indomani dell’ispezione di Banca d’Italia) che lascia alla Fondazione davvero poco. Fondazione che ha nel proprio statuto di investire in ambiti, quali sociale e cultura, che necessitano di un sostegno concreto e continuo.
I soldi “bruciati” sono stati tolti proprio ai più bisognosi. La giustizia forse non ci ripagherà del danno economico subìto, ma potremo ricominciare a credere di vivere in una società in cui primeggino coscienza e senso civico. Speriamo che i nostri candidati a Sindaco si esprimano e non lascino noi (e i cittadini) ancora una volta soli".
FIBA/CISL BANCA MONTE PARMA
LA TESTIMONIANZA DI ROSSANA FUMAROLA (PARMA UNITA) - “Io ho perso il mio lavoro, sebbene la gestione ordinaria della Banca, quella di cui si occupavano persone come me, sia sempre stata sana. Chi ci ha portato al tracollo è stata invece una politica creditizia scellerata, che ha esposto Banca Monte Parma verso aziende lontane dalla città e operazioni decisamente avventate, che non avevano niente a che fare con la sua vocazione storica di Banca del territorio”.
Rossana Fumarola, ex dipendente dell’istituto di credito e candidata al Consiglio Comunale per la lista Parma Unita, interviene in merito alla vicenda Banca Monte: “Nessuno dei dirigenti responsabili, sino ad ora, ha pagato per queste scelte sbagliate – spiega -. E’ stata chiesta a gran voce un’azione di responsabilità nei loro confronti, ma ci è stato sempre negato; da parte della Fondazione oltretutto: non era l’azionista di maggioranza della Banca? Nei suoi principali organi di governo non siedono rappresentanti del Comune, della Provincia, della Diocesi, del volontariato, della Camera di Commercio e dell’Università? L’unica azione di responsabilità che abbiamo ottenuto è stata quella, poco più che simbolica, verso l’ex Direttore Generale, Roberto Menchetti. Ma le responsabilità non sono soltanto sue; anzi, sono soprattutto da ricercare altrove. La Provincia in particolare non ci ha mai sostenuto, non ha mai preso a cuore la situazione, ha sempre tentato di ignorarla per timore di pestare i piedi a qualcuno – conclude la Fumarola -. Bernazzoli, se sarà eletto sindaco, difenderà gli interessi di quel qualcuno o gli interessi della città? Lascerà che i nostri beni vengano spartiti e dilapidati? Tratterà i parmigiani come ha trattato i dipendenti di Banca Monte Parma?”.
Anche il candidato sindaco Roberto Ghiretti si chiede dove fossero le Istituzioni: “Le Istituzioni della città sono rimaste inerti e inutili davanti alla dissipazione di un patrimonio e di un valore che era di tutta la città – sottolinea -; poi hanno voltato la testa dall’altra parte nel momento in cui, almeno, si sarebbero dovuti trovare i responsabili del disastro e chiedere loro di renderne conto ai lavoratori, agli investitori e a tutti i parmigiani. Invece nulla, silenzio”.