Qualcuno ha scelto un fazzoletto rosso al collo, come da tradizione. Altri una maglietta, un cappotto, un intero vestito. Oppure un fiocco, un cerchietto per capelli, una borsa. Quasi tutti i manifestanti che hanno preso parte al corteo del 25 Aprile, ed erano alcune migliaia, hanno ricordato la Liberazione così. Anche al di là delle immancabili bandiere rosse, più o meno di partito, e anche al di fuori degli striscioni e dei gonfaloni.
Quest’anno, la memoria della Resistenza e della fine della guerra e dell’occupazione nazifascista è stata interpretata dai parmigiani più che altro così, in modo personale. Ciascuno per sè, riunito con gli altri nei momenti tutto sommato brevi del corteo e dei discorsi ufficiali dal palco di piazza Garibaldi. Ma la sensazione, non diversamente dal solito, resta comunque quella di una festa collettiva. Vissuta, però, in modo meno organizzato e più intimo.
Nonostante la campagna elettorale per il Comune giunta ai momenti topici che precedono di poco il voto. Tanti i candidati sindaco presenti, da Bernazzoli a Pizzarotti alla Spaggiari, e tantissimi gli aspiranti a un posto in consiglio. Ma tutti il più possibile defilati, tanto che sul palco delle autorità accanto al commissario Ciclosi è salito per la Provincia il vice di Bernazzoli, Pier Luigi Ferrari. L’unica stonatura evidente è arrivata da Parma Bene Comune, presente al corteo con tanto di mega striscione che non ha mancato di attirare critiche (leggi sotto). Anche se della candidata Roberta Roberti, almeno nei pressi del “suo” gruppo, non c’era traccia.
NAPOLITANO CITA ULIVI
Tutto il resto, dalla deposizione delle corone di fiori ai monumenti ai discorsi degli oratori, è rientrato nella consueta rigorosa (e anonima) ufficialità. Il momento più toccante molti parmigiani non l’hanno nemmeno percepito. Perché è arrivato da Pesaro, dove il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha citato, commosso, alcune righe del partigiano parmigiano Giacomo Ulivi (fucilato dai fascisti il 10 novembre del 1944) sulla necessità della politica. “Allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica è stato il più terribile risultato di un’opera di diseducazione ventennale”, che ha diffuso pregiudizi, “fondamentale quello della sporcizia della politica”, mentre invece “la cosa pubblica è noi stessi”.
“Il messaggio di quel giovanissimo eroe - ha ricordato ancora Napolitano - non restò isolato né vano. Se fu possibile far rinascere l’Italia, lo fu perché moltissimi, sull’onda della Liberazione, si avvicinarono alla politica, non considerandola qualcosa di sporco, ma vedendo la cosa pubblica come affare di tutti e di ciascuno”.
M5S: ROBERTA ROBERTI, STRISCIONE A SUA INSAPUTA?
Abbiamo aderito con convinzione all’appello della candidata Roberti al silenzio elettorale durante la manifestazione per la commemorazione del 25 aprile. Condividiamo che, in tali frangenti, il senso di appartenenza ad un partito o ad un movimento debba lasciare il posto al senso di appartenenza ad uno stato democratico costruito col sangue di molti. E’ qualcosa che appartiene a tutti, un “bene comune” che cementa le relazioni anche nell’agone elettorale. Il nostro forte sentire antifascista e contro ogni totalitarismo, ci ha portato a partecipare di fianco a tutti i cittadini senza divisioni e propagande, in questo momento di emozione.
E’ quindi con stupore e incredulità che abbiamo visto spiccare nella manifestazione lo striscione della lista “Parma bene comune”. Eravamo preparati alle bandiere rosse che sempre spiccano in queste manifestazioni, ma questa striscia arancione non ci saremmo aspettati di vederla.
La Roberti non c’era dietro a questo striscione, è stato fatto a sua insaputa?
Purtroppo abbiamo visto perdere un’occasione per dimostrare coerenza, qualità di cui Parma ha molto bisogno. Si conta sempre troppo sul fatto che la gente non noti queste cose, ma le persone intorno a noi commentavano ed è un segno di nuova attenzione. Capiamo che durante la campagna elettorale viga il “a la guerre comme a la guerre”, ma a noi piace poter mettere in pratica i fatti, sia come cittadini che come attivisti, non lasciando che le parole siano solo vuoti proclami.
Federico Pizzarotti
Candidato SIndaco
LA REPLICA DI PARMA BENE COMUNE
"Riteniamo doveroso replicare alla nota polemica di Federico Pizzarotti, che evidentemente non è avvezzo a partecipare alle manifestazioni del 25 aprile, altrimenti saprebbe che da 67 anni tutte le forze antifasciste testimoniano la loro presenza nei cortei del 25 aprile portando le loro bandiere e i loro striscioni.
Roberta Roberti ha invitato gli altri candidati sindaco al silenzio elettorale, non ha certamente chiesto alle forze politiche e ai movimenti di nascondere la loro identità, specie in considerazione del fatto che gli organizzatori non avevano dato alcuna indicazione contraria. Lo striscione di Parma Bene Comune è stato dunque un modo per dichiarare la nostra partecipazione alla celebrazione del 25 aprile e la nostra militanza antifascista, al di là e indipendentemente da qualunque campagna elettorale. Non a caso la Roberti non era dietro lo striscione, proprio per evitare qualunque strumentalizzazione.
Invitiamo piuttosto gli amici del Movimento 5 stelle a tradurre in azioni concrete il loro “forte sentire antifascista e contro ogni totalitarismo” assumendo posizioni incontrovertibili in merito a qualunque manifestazione e formazione neofascista, ad iniziare da Casa Pound e Forza Nuova.
Ricordiamo infine che nel nostro programma è scritto a chiare lettere quale sia la nostra posizione in merito all’antifascismo e alla presenza di Casa Pound in città. Non a caso abbiamo convintamente aderito al documento prodotto dai Comitati antifascisti, con cui si richiede a chiare lettere la chiusura di questa struttura".