07 May 2012
ELEZIONI COMUNALI, l’amarcord di cinque anni fa
07 May 2012
elezioni 2007
Ubaldi "grande elettore" di Vignali, il Pd che ancora non esisteva, il Pdl nemmeno, i civici in subbuglio e divisi eppure ancora sulla cresta dell’onda. Sembra passato un secolo, ma succedeva appena cinque anni fa.
 
Solo lunedì si potranno cominciare a fare, dove possibile, confronti con i dati del 2007. Quando l’antipolitica era un termine sconosciuto, a votare al primo turno andarono in più di 106mila su 143mila parmigiani aventi diritto. Il 74,5% (già in calo rispetto al 78,1% del 2002), sceso poi al 67,8% al ballottaggio tra Pietro Vignali e Alfredo Peri. Benché si stiano moltiplicando un po’ da tutte le parti gli appelli dell’ultimo secondo contro la diserzione dalle urne, sarà dura eguagliare simili percentuali di affluenza.
 
Sempre al primo turno, i nove candidati si erano suddivisi i voti così: un 89% abbondante ai prime tre "classificati" (Vignali, Peri per il centrosinistra e Maria Teresa Guarnieri, all’epoca civica autonoma e dissidente, che conquistò un 7,5%) contro l’11% secco degli altri sette contendenti. Si trattava nell’ordine (di voti) di: Massimo Moine per An (3,1%), Arturo Balestrieri per Parma Può (2,9%), Andrea Zorandi per la Lega Nord (1,8%), Cinzia Ferraroni per Parma in Comune (1,1%), Fiorenzo Sicuri per Socialisti, Radicali e Riformisti (0,8%) e infine Pierre Janvier Mbock per P.i.e.r. (0,3%). 
 
Un esito destinato a ripetersi? Anche questo appare difficile, perché la frammentazione resta notevole (stavolta dieci candidati sindaco e 20 liste) ma la tendenza alla dispersione sembra superiore rispetto a cinque anni fa. 
 
Al ballottaggio tra Alfredo Peri (37,6% al primo turno) e Pietro Vignali (45%) vinse il secondo con il 56,6% contro il 43,4% dello sfidante. Diventò sindaco e governò per più di quattro anni fino alla nota conclusione. Il proseguo lo scriveranno gli elettori, e noi lo racconteremo a partire da lunedì pomeriggio.