Un altro tassello si inerisce nella vicenda delle firme false che ha tinto di giallo la prima parte della campagna elettorale (LEGGI QUI). Il procuratore della Repubblica di Parma, Gerardo Laguardia, ha confermato che Mario Bertoli, segretario dimissionario de La Destra, è indagato per falso ideologico in concorso.
Secondo la ricostruzione della procura nella lista che sosteneva Priamo Bocchi alla candidatura di sindaco alle ultime elezioni, 130 firme su poco più di 400 sono state falsificate. Il tutto era nato da denuncia presentata dall’ex pallavolista Claudio Galli proprio nei confronti del partito guidato da Bertoli. Motivo: qualcuno avrebbe firmato con il suo nome a sua insaputa per la candidatura di Priamo Bocchi. E qualcun altro ha certificato anche quella firma.
IL SUICIDIO DEL CANDIDATO - Pier Luigi Ablondi è un consigliere provinciale della Lega Nord in corsa per diventare consgliere comunale sempre con il Carroccio. Dieci giorni fa si toglie la vita lanciandosi da una finestra. Quando la notizia viene diffusa c’è sgomento da parte di tutti i rappresentanti della politica. Nessuno riesce a spiegare un gesto di questo tipo. Nessuno, in quel momento, collega il fatto alle liste elettorali. Ablondi, infatti, in quanto consigliere provinciale può autenticare le firme presentate per le liste. Ma a creare un collegamento tra i fatti ci pensa lo stesso Ablondi che prima di togliersi la vita lascia un biglietto.
IL GIALLO DEL BIGLIETTO - Come spiega Laguardia il politico della Lega "ha lasciato un biglietto in cui dice di aver atunticato delle liste per fare un favore ad un amico. Il problema è che non dice il nome di questa persona ne tantomeno di che liste si tratti". E’ un vero giallo. Acquisito il biglietto la procura decide di aprire un’inchiesta e vengono controllati anche i tabulati telefonici di Ablondi prima della morte. "E’ possibile - spiega ancora Laguardia - che prima di decidere di suicidarsi abbia sentito telefonicamente la persona che gli ha chiesto un favore". Per ora si tratta solamente di ipotesi ma, di certo, la procura vuole andare infondo alla vicenda e chiarire ogni dubbio. Per questo le persone che compaiono nei tabulati telefonici verranno sentite una a una per provare a chiarire una vicenda che per ora presenta molti lati oscuri.
LE LISTE TAROCCATE - Ma non c’è solo la morte di Ablondi a gettare una luce oscura sulle prossime amministrative. Ci sono anche le liste presentate con le firme taroccate. Tutto parte dalla denuncia dell’ex pallavolista Claudio Galli che decide di sporgere querela dopo essere venuto a sapere che la sua firma compare sia nella lista de La Destra sia in quella del movimento civico di Roberto Ghiretti. La notizia viene diffusa e l’ex atleta - in una intervista - spiega che lui ha frimato per Ghiretti ma non per Bocchi. A causa della querela scatta il procedimento di controllo delle liste. Ed emergono tante irregolarità.
"CENTINAIA DI FIRME FALSE O DOPPIE" - A spiegare cosa è emerso dai controlli è ancora una volta Laguardia. "Abbiamo scoperto - spiega - che in tutte le liste elettorali ci sono frime doppie, tutti sanno che una persona non può firmare per due liste. Quella che ne ha di più? Sicuramente quella di Wally Bonvicini in cui abbiamo rivelato diverse incongruenze". Inutile chiedere altri chiarimenti. Il procuratore, però, non dice nulla di più. L’unica concessione è che "le elezioni non sono a rischio, anche perché anche eliminando le firme doppie c’è comunque un numero di firme sufficienti a presentarle".