26 May 2012
Pd in conclave dopo la sconfitta, nominati tre "traghettatori"
26 May 2012
pd
La vigilia annunciava tempesta, ma se c'è stata lo sanno solo i protagonisti del direttivo provinciale del Pd di Parma. Il conclave, come da tradizione, si è tenuto a porte chiuse ed è durato per tutto il pomeriggio. 
 
Gli argomenti di discussione sul tavolo non scarseggiavano di certo. Dalla batosta elettorale delle comunali alle dichiarazioni da "tutti contro tutti" di numerosi esponenti, fino ai fuori onda di Giorgio Pagliari mandati in onda su La 7 con giudizi tranchant sul candidato sindaco perdente Vincenzo Bernazzoli.
 
Come se non bastasse, ancora prima dell'insediamento ufficiale del neo sindaco di Parma Federico Pizzarotti c'è chi nel Pd non ha mancato di attaccarlo frontalmente per quelle che finora possono essere definite solamente intenzioni. In questo ambito rientra il sondare la disponibilità di varie personalità per eventuali incarichi nella futura amministrazione. La polemica del Pd, intendiamoci, rientra a pieno titolo nelle prerogative dela minoranza. Ma nell'alto tasso di nervosismo che traspare evidente da certi settori della minoranza c'è tutta la difficoltà di accettare l'esito imprevisto delle elezioni.
 
E anche se la sconfitta (elettorale, in questo caso) è sempre orfana, due persone poco dopo i risultati del ballottaggio avevano già preso atto di un fallimento del gruppo dirigente del centrosinistra di Parma, dimettendosi. Si tratta del segretario provinciale del Pd Roberto Garbi e della segretaria dell'unione comunale Lorenza Dodi. A giudizio unanime, soprattutto nei confronti della seconda, due tra gli esponenti più incolpevoli della dura lezione patita dal MoVimento 5 Stelle. Ma tant'è, certi ruoli impongono comportamenti conseguenti anche al di là delle responsabilità oggettive.
 
Le premesse dell'incontro di oggi prevedevano un risultato minimo modesto. Individuare uno o due "traghettatori" di garanzia in grado di guidare il Pd locale verso il rinnovo delle cariche previsto per le prossime settimane. Nella rosa di papabili per questo ruolo i consiglieri comunali Massimo Iotti e Giuseppe Bizzi e il consigliere regionale Gabriele Ferrari. Confermato quest'ultimo, 
 
Emblematico quanto affermato da Nicola Dall'Olio, recordman di preferenze di questa tornata amministrativa: "Dobbiamo aprire i nostri circoli, aprire una fase nuova e utilizzare di più trumenti nuovi come internet". 
 
E anche se la sconfitta (elettorale, in questo caso) è sempre orfana, due persone poco dopo i risultati del ballottaggio avevano già preso atto di un fallimento del gruppo dirigente del centrosinistra di Parma, dimettendosi. Si tratta del segretario provinciale del Pd Roberto Garbi e della segretaria dell'unione comunale Lorenza Dodi. A giudizio unanime, soprattutto nei confronti della seconda, due tra gli esponenti più incolpevoli della dura lezione patita ad opera del MoVimento 5 Stelle. Ma tant'è, certi ruoli impongono comportamenti conseguenti anche al di là delle responsabilità oggettive.
 
Le premesse dell'incontro di oggi prevedevano un risultato minimo modesto. Individuare uno o due "traghettatori" di garanzia in grado di guidare il Pd locale verso il rinnovo delle cariche previsto per le prossime settimane. Nella rosa di papabili per questo ruolo i consiglieri comunali Massimo Iotti e Giuseppe Bizzi e il consigliere regionale Gabriele Ferrari. Confermato quest'ultimo, al quale si affiancano Faliero Zambelli e Luca Benecchi.
 
Emblematico quanto affermato da Nicola Dall'Olio, recordman di preferenze di questa tornata amministrativa: "Dobbiamo aprire i nostri circoli, aprire una fase nuova e utilizzare di più trumenti nuovi come internet". 
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