In tempi non sospetti, quando era ancora in corso il toto sindaco, molti lo davano come possibile candidato della coalizione di centrosinistra. Da questa mattina, il docente universitario di Economia Aziendale all’Università di Parma Paolo Andrei è entrato ufficialmente a far parte della squadra di Vincenzo Bernazzoli.
Sul suo ruolo preciso nella futura amministrazione, se sarà il presidente della Provincia a diventare sindaco, per ora non ci sono certezze assolute. “Le sue competenze – afferma lo stesso Bernazzoli – sono numerose e preziose. E tanto più in tempi difficili come questi, dove occorre dare sostegno ai cittadini su temi quali l’occupazione”. Ma tanti danno già per certo che toccherà ad Andrei il “dossier” più delicato dei prossimi anni per il Comune di Parma: il Bilancio e, con esso, la gestione dell’enorme debito ereditato dalle ultime amministrazioni.
Una scelta non facile, come ammette lo stesso Andrei, quella di impegnarsi in modo così diretto in prima persona. Venerdì scorso, ad esempio, ha deciso di “lasciare il mio incarico in Fondazione Cariparma. Al di là di eventuali incompatibilità legali, c’è per me un’incompatibilità sostanziale. La Fondazione, che svolge un lavoro essenziale sul territorio e il cui presidente ringrazio per la fiducia che mi ha accordato, è e deve restare autonoma rispetto all’amministrazione comunale”.
Ma cosa ha spinto Andrei a sciogliere la lunga riserva e appoggiare Bernazzoli? “Paolo VI – risponde lo stesso Andrei – diceva che la politicsa è la più alta forma di carità. Sento di dover restituire qualcosa ad una comunità che mi ha dato così tanto, e cercherò di farlo secondo le mie capacità e competenze. E’ indispensabile rilanciare un progetto di comunità, che metta al centro le persone. In tutte le loro espressioni, a partire da volontariato e associazionismo”. Inoltre “mi sono convinto a partecipare per via della crescente disaffezione, anche motivata, nei confronti della politica. Non ci si può solo lamentare di fronte alle difficoltà che vediamo in città e nel Paese. Occorre impegnarsi, e appoggiare le forze sane e capaci che già stanno dentro alla politica”.
Riferito, ovviamente, allo stesso Bernazzoli, che ricambia. “Cresce l’entusiasmo, con la campagna elettorale che entra nel vivo, per l’appoggio di persone come Paolo che rafforzano la squadra. Da questi comportamenti, e dalla messa in gioco della credibilità personale di persone così preziose che rappresentano un grande valore e una grande risorsa per la città risulta evidente una cosa: non è vero che noi politici siamo tutti uguali. Invito la gente ad andare a votare, e a scegliere. Si stanno confrontando due prospettive di futuro diverse per la città”.
Andando più nello specifico, la prospettiva che vede il “tecnico” Andrei al fiano di Bernazzoli è basata su alcune linee guida. Il docente dell’ateneo di Parma le espone così: “Occorre puntare su lavoro e imprese. Sullo sviluppo economico come motore di sviluppo sociale, che basandosi su qualità e innovazione consenta di far liberare i grandi capitali intellettuali presenti sul territorio. Penso ad esempio a settori quali l’agroalimentare, le scienze della vita, la green economy e il no profit. Vincenzo è, per me, una garanzia di serietà e di impegno. Condivido in toto il suo programma, e sono sicuro che con lui si potrà tornare a fare di Parma una città più serena”.